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Data pubblicazione:
27.03.2026
Worklimate 2.0, a Roma l’evento finale del progetto che studia gli effetti dei cambiamenti climatici sul lavoro
Tra i temi del convegno, ospitato il 24 marzo presso l’auditorium Antonio Maglio dell’Inail, i rischi connessi all’esposizione dei lavoratori a temperature estreme - ROMA - Rafforzare la capacità di adattamento del sistema di prevenzione italiano ai rischi climatici emergenti. È questo uno degli obiettivi del progetto Worklimate 2.0, che, grazie a una rete multidisciplinare costituita da numerosi partner scientifici, ha consentito di sviluppare conoscenze, strumenti e soluzioni operative per supportare le imprese nella gestione dei rischi legati alle temperature estreme. Promosso e finanziato dall’Inail nell’ambito del bando Bric (Bando ricerca in collaborazione) 2022, il progetto ha come destinatario istituzionale l’Istituto per la bio-economia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe). Nel 2025 Worklimate ha ricevuto il premio del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro “Impatto Pa”, per l’innovatività, l’impatto pubblico e la rilevanza strategica nella tutela della salute dei lavoratori.
I risultati della ricerca e i contributi scientifici. Con 28 partecipanti tra relatori e moderatori, il convegno, articolato in tre sessioni, è stato incentrato sui risultati del progetto. I lavori sono stati aperti dal direttore generale dell’Istituto, Marcello Fiori, seguito dal direttore centrale ricerca, Giovanni Contenti, e dal direttore del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Bruno Papaleo. Presenti i rappresentanti degli enti partner, tra cui l’Azienda Usl Toscana Centro (Ufc Epidemiologia/Ufs CeRIMP) del Dipartimento di prevenzione, l’Azienda Usl Toscana Sud Est – Laboratorio di Sanità pubblica agenti fisici, il Dipartimento di epidemiologia del Ssr Lazio/Asl Roma 1, il Consorzio LaMMA e il Dipartimento di scienze e tecnologie agro-alimentari (Distal) dell’Università di Bologna.
Worklimate, un modello di eccellenza. Il progetto ha reso disponibile il sistema previsionale Worklimate, uno strumento a disposizione dei lavoratori, delle autorità di sanità pubblica e degli operatori della prevenzione per contrastare gli effetti dell’esposizione alle alte temperature. Il sistema è basato sull`indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), che combina temperatura, umidità, ventilazione e radiazione solare. Sul portale dedicato è possibile consultare mappe di rischio con un orizzonte di 72 ore, calibrate su diversi profili di intensità lavorativa (moderata o intensa) e di esposizione (sole o ombra). Worklimate è citato come modello di eccellenza a livello nazionale ed europeo.
Le ordinanze regionali: coinvolte 2,3 milioni di persone. Durante l`estate del 2025 i risultati della ricerca si sono trasformati in politiche attive. In 18 regioni italiane, infatti, sono state emanate ordinanze per la tutela dei lavoratori che hanno coinvolto oltre 2,3 milioni di persone. I provvedimenti prevedevano la sospensione delle attività tra le 12.30 e le 16.00 nei giorni a rischio "alto" segnalato dalla piattaforma Worklimate. Le tutele, oltre ai settori più a rischio, come l’agricoltura e l’edilizia, sono state estese al florovivaismo, alle attività svolte nelle cave, alla logistica, che include il lavoro dei rider, e all`igiene ambientale.
Fiori: "Tradurre i progetti di ricerca in misure di tutela per garantire il diritto a salute e sicurezza". “I risultati del progetto Worklimate 2.0 assumono particolare rilevanza per la loro capacità di tradursi in applicazioni concrete e immediatamente operative a tutela della salute e sicurezza del mondo del lavoro, con ricadute significative sulla organizzazione produttiva". Il direttore generale dell’Inail Marcello Fiori ha aperto il convegno sottolineando come il progetto abbia rafforzato le basi conoscitive sul rischio da temperature estreme, sviluppato strumenti operativi per la prevenzione, orientato l’aggiornamento di norme tecniche e contribuito ad accrescere la capacità di adattamento del sistema di prevenzione nazionale ai rischi climatici emergenti.
L’obiettivo è internalizzare la piattaforma di allerta. “Il valore scientifico e l’impatto istituzionale del progetto – ha sottolineato Fiori – sono stati riconosciuti a livello nazionale con il Premio Cnel “Impatto Pa 2025”. I risultati sono già tradotti in misure tangibili, come l’adozione nel 2025 di ordinanze in 18 regioni italiane basate sugli strumenti Worklimate, a conferma dell’efficace trasferimento della ricerca all`azione delle pubbliche amministrazioni. Parallelamente sono in corso azioni per internalizzare e investire da parte di Inail in una piattaforma nazionale di allerta. La forza e l`efficacia di questo progetto risiede nella capacità di fare rete per costruire un sistema condiviso con tutti gli attori del sistema comprese le parti sociali”.
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