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Data pubblicazione:
02.04.2026
Esposizione a formaldeide nei laboratori di anatomia patologica: il ruolo centrale della prevenzione primaria
L’utilizzo della sostanza chimica classificata come pericolosa, sia pure in soluzioni diluite come la formalina, impone l’adozione di cautele specifiche - ROMA - È online il nuovo fact sheet realizzato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail dedicato alla gestione del rischio da esposizione a formaldeide nei laboratori di anatomia patologica, con un focus specifico sulle misure di prevenzione primaria che il datore di lavoro è chiamato ad adottare per garantire ambienti di lavoro più sicuri e salubri.
L’uso della formalina nei laboratori e i rischi connessi. La formaldeide, ampiamente utilizzata in ambito sanitario come fissativo tissutale, è classificata in Europa come cancerogeno di categoria 1B e dalla IARC come cancerogeno certo per l’uomo (IARC, Gruppo 1). La sua pericolosità richiede un’attenta gestione del rischio e il rispetto dei valori limite di esposizione professionale stabiliti dalla normativa vigente. Nel settore dell’anatomia patologica la formalina tamponata neutra, contenente formaldeide in soluzione al 4% o 10%, è ancora ampiamente utilizzata per le sue prestazioni tecniche. Nonostante la diluizione, permane la classificazione di cancerogenicità 1B, mutagenicità, tossicità per inalazione e sensibilizzazione cutanea, con conseguenti rischi significativi per i lavoratori. Il fact sheet dell’Inail riporta esempi delle principali fasi operative potenzialmente a rischio di esposizione.
La prevenzione primaria come primo obbligo del datore di lavoro. La pubblicazione approfondisce la gerarchia delle misure di prevenzione primaria previste dal d.lgs. 81/2008, richiamando l’obbligo prioritario di eliminare l’agente chimico pericoloso, quando tecnicamente possibile, ad esempio sostituendolo con fissativi alcolici, idroalcolici o a base di gliossale. Tra le misure tecniche più efficaci rientrano l’impiego di processi a ciclo chiuso, aspirazione localizzata insieme a ventilazione generale e automazione delle operazioni critiche. A queste si affiancano interventi organizzativi e procedurali, quali la riduzione del numero di lavoratori esposti, la definizione di procedure standard e la formazione specifica. Infine, si richiama la scelta di adeguati dispositivi di protezione individuale (DPI), da impiegare quando permane un rischio residuo non eliminabile con altri interventi.
Un approccio efficace per la tutela dei lavoratori. Adottare strategie di prevenzione primaria rappresenta la via più efficace per ridurre l’esposizione professionale a formaldeide e tutelare la salute degli operatori. Il fact sheet dell’Inail fornisce un quadro aggiornato delle misure disponibili e degli indirizzi tecnico-scientifici utili al datore di lavoro nella valutazione e gestione del rischio.
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