Invia mail a: info@studiomalfatti.it | Social:

Chiama ora: 06.45769470 - 375.5523772
Data pubblicazione:
25.06.2026
Analisi statistica degli infortuni e delle malattie professionali nell’industria chimica
Il rapporto Inail-Federchimica sul quinquennio 2019-2023 conferma il settore tra i più sicuri dell’industria italiana - ROMA - L’industria chimica italiana si conferma uno dei comparti più virtuosi sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro. È quanto emerge dalla nuova relazione tecnica realizzata da Inail e Federchimica, che analizza l’andamento degli infortuni e delle malattie professionali nel periodo 2019-2023. Il settore registra un numero di infortuni per dipendente pari alla metà della media manifatturiera e un miglioramento dell’11% della frequenza infortunistica.
Un settore strategico che ha retto anche durante il Covid. La relazione tecnica elaborata dalla Consulenza Statistico Attuariale (Csa) e dalla Consulenza Tecnica per la salute e la sicurezza (Ctss) dell’Inail, in collaborazione con Federchimica, fotografa l’andamento degli infortuni e delle malattie professionali nel comparto chimico tra il 2019 e il 2023. Il periodo analizzato comprende anche gli anni dell’emergenza pandemica, durante i quali il settore, considerato strategico per il Paese, ha continuato a operare quasi senza interruzioni. Proprio per questo motivo gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro hanno mantenuto livelli sostanzialmente stabili rispetto al periodo pre-pandemico, con l’eccezione del 2020. Diversa la situazione per gli infortuni in itinere, che hanno registrato una significativa diminuzione grazie alla diffusione dello smart working e alla conseguente riduzione degli spostamenti casa-lavoro.
Migliora la sicurezza, si riduce la frequenza degli infortuni del settore. Nel 2023 le imprese chimiche aderenti ai settori rappresentati da Federchimica risultavano essere 4.162, con oltre 188 mila lavoratori occupati. Nel quinquennio, l’occupazione è aumentata di circa il 9%, confermando la vitalità di un comparto che rappresenta il terzo produttore europeo dopo Germania e Francia e il decimo a livello mondiale. Nonostante l’aumento degli addetti, la frequenza degli infortuni per lavoratore è migliorata dell’11% rispetto al 2019. Complessivamente, ogni anno si infortuna sul lavoro circa lo 0,8% dei dipendenti del settore, contro l’1,5% registrato nell’intera industria manifatturiera. Un dato che colloca la chimica tra i comparti industriali più sicuri del Paese. La Lombardia concentra il maggior numero di lavoratori del settore (44%), seguita da Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Tuttavia, considerando il rapporto tra infortuni e occupati, la stessa Lombardia figura tra le regioni con i migliori livelli di sicurezza.
Le cause degli incidenti e le professioni più esposte. L’analisi evidenzia che l’84,7% degli infortuni riguarda lavoratori di sesso maschile, principalmente impiegati nelle mansioni operative più esposte al rischio. Oltre l’80% degli eventi interessa infatti la conduzione di impianti, opere con macchinari fissi e mobili e la conduzione di veicoli. Le principali cause di infortunio non sono legate direttamente alle sostanze chimiche, ma a rischi comuni a molte attività produttive: urti con agenti contundenti, schiacciamenti e sforzi fisici rappresentano quasi due terzi dei casi. Gli incidenti causati da contatto con sostanze o elettricità si collocano soltanto al sesto posto e, tra il 2019 e il 2023, sono diminuiti del 21%. Secondo gli autori dello studio, il dato suggerisce che una maggiore consapevolezza dei rischi specifici porti a una più efficace prevenzione, mentre gli incidenti continuano a verificarsi soprattutto nelle attività considerate più ordinarie.
Malattie professionali: quadro complessivo in miglioramento. Nel periodo 2014-2023 le denunce hanno mantenuto un andamento sostanzialmente stabile, con una media di circa 175 casi all’anno, in controtendenza rispetto al comparto manifatturiero nel suo complesso, dove le segnalazioni risultano in crescita. Tra i casi denunciati, il 37,4% è stato riconosciuto positivamente dall’Inail. La tendenza generale mostra segnali di miglioramento, confermando l’efficacia delle politiche di prevenzione adottate dal settore. Per Inail e Federchimica, la relazione rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere il miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e per promuovere nuove iniziative condivise di informazione e formazione rivolte alle imprese e ai lavoratori.
© Copyright 2021/23 STUDIO C&M srl Tutti i diritti riservati
P.I. 02870320591 - C.F. 02870320591